Mi presento

Benvenuti a tutti voi!

Il mio nome è Francesca e cucinare è la mia essenza vitale. Quando cucino esprimo ciò che sono, i miei sentimenti, i miei pensieri. E' un pò il mio filo d'Arianna, senza mi sentirei persa e mi sentirei incapace di amare ed essere amata.
Come mi sono avvicinata al mondo della cucina, posso spiegarvelo solo parlandovi un pò di me e della mia numerosa famiglia.
Da sempre sono stata operosa in cucina, ma da ragazza mia madre mi ha fatto fare la migliore gavetta che ci possa essere: lavare i piatti, ordinare, al massimo tagliare, passare al colino, sciaquare le verdure ma mai e poi mai potevo osare friggere o preparare una pietanza da sola.
Quando ho conosciuto mio marito, la sua golosità per i dolci mi ha aperto un mondo che non conoscevo e nel quale potevo addentrarmi visto che mia mamma non preparava più dolci da quando eravamo tutti cresciuti.
Pur di far felice Nello (questo è il nome di mio marito) ho iniziato a fare torte e non mi sono più fermata. Le prime volte ho fallito, realizzando torte che somigliavano alle suole delle scarpe, ma con il passare degli anni il mio tiramisù è diventato amato e richiesto come mai avrei potuto immaginare.
Durante i preparativi del matrimonio, mi sono concentrata sull'acquisto di una cucina che potesse essermi di supporto e così ho comprato, tra le tante cose, un forno da 90 cm in cui posso cuocere anche quattro crostate contemporaneamente.
Mi piacerebbe, in ultimo, condividere con voi una storia di
quando ero poco più che una bambina, il ricordo di mia nonna paterna: ciò che mi colpiva molto dei suoi racconti era la storia della cucina a carbonella. Raccontava di un cibo “più saporito” perché inevitabilmente bruciacchiato (si attaccava sotto la pentola) e diceva di non essersi mai abituata a cucinare sui fuochi.
Penso chissà che direbbe, oggi, della cucina al microonde o del vetroceramica.
Un altro ricordo molto forte è l’abitudine che aveva di misurare l’olio da utilizzare in una pietanza con un bicchiere, che teneva sempre lì accanto alle bottiglie di olio.

Io amavo molto ciò che, in alcune occasioni, ha cucinato per me; ricordo che la mia pasta preferita (con le patate) la cucinava divinamente e mi dispiace di non averne mai carpito il segreto.



La cucina casalinga al mondo d'oggi.


Viviamo in un’epoca in cui comprare cibo già pronto è diventata una necessità, alcune volte una moda, altre un obbligo.
In particolare, credo che ci si sia allontanati dalla cucina, intesa come luogo fisico, per un motivo ideologico. È stato come liberarsi dalle catene di una vita trascorsa tra i fornelli (come le recenti storie di vita delle nostre mamme o nonne) e la pulizia della casa.
Immagino che l’emancipazione, avvenuta attraverso il lavoro o altri strumenti, abbia fatto radicare nella società moderna la convinzione che si possa vivere anche di cibi frugali, precotti, preconfezionati, surgelati insomma già pronti. Non voglio demonizzare questa categoria di cibi, che sono spesso buoni e ci salvano quando proprio non abbiamo tempo di stare in cucina.
È molto diffusa l’idea che cucinare sia difficile, dispendioso in termini di tempo, addirittura più costoso dell’acquisto di cibi già pronti.
Cercherò attraverso questo blog di dimostrare il contrario, mostrandovi come non è per nulla complicato cucinare e che di tempo non ne serve sempre tantissimo, visto che esistono tante ricette veloci e salutari.
Sia ben chiaro non sono una “fondamentalista della cucina”, non vi chiederò di andare a mungere una mucca se occorre del latte, ne sarà un dogma usare fagioli secchi che richiedono molte ore di cottura, ma non vi suggerirò mai una besciamella pronta o un ragù imprigionato nella latta.
Troppo spesso ho sentito descrivere la cucina come un posto dove bisogna trascorrere delle ore per avere un risultato decente, io vi dimostrerò come al ritorno dal lavoro, chiunque può in mezz’ora preparare un ottimo primo o un secondo piatto delizioso.
E quindi Buon Appetito!!!

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